20 nov 2008 - "Il futuro che mi merito" è l'argomento in programma stasera alle 21 ad "Annozero", la trasmissione di Michele Santoro in questa puntata è dedicata al futuro dei giovani e alle parentopoli. Focus dell'inchiesta sarà proprio l'Università di Messina con i suoi scandali e le indagini della magistratura. Ospiti in studio l'attore Luca Barbareschi, oggi deputato del Pdl, l'architetto Massimiliano Fuksas e il professor Roberto Perotti, dell'Universita' Bocconi di Milano. Foto: il rettore Tomasello con Marco Vito
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Ieri, 20.11.08, ad Anno Zero, quando intervistavano quei giovani universitari di Messina, traspariva visibilmente dai loro volti, da un lato (e non esagero) il terrore di quello che potevano dire e dall’altro la manifesta condivisione di quell'ambiente "mafioso" che c’è in quella città e provincia.
RispondiEliminaL’aspetto oltremodo inquietante è che come negli anni ’70, ’80, e primi ’90, se si parlava di mafia e dei suoi “galantuomini” (parola quest'ultima che non posso dimenticare visto come mi fu una volta rinfacciata da un “servo della mafia” dipendente della Pubblica Amministrazione), si doveva sperare di non fare la fine di Peppino Impastato (per citare un caso per tutti), oggi quando parli di quella che mi pare una “nuova mafia”, certa politica, certa magistratura, certi professionisti (avvocati, ingegneri, consulenti, ecc.), certi professori universitari, e così via, si prova l’analoga sensazione di timore, isolamento, gogna, se ti va bene, altrimenti l’angoscia e la quarantena a vita sono la consuetudine, fino al “suicidio” (vedasi casi noti).
Faccio notare che non parliamo di criminalità organizzata, ma a detta di tutti e di chi può o vuole vedere, di certa politica, certe istituzioni, certa magistratura, certi professionisti, certi professori universitari, insomma notoriamente la “cupola” che controlla l’intero distretto.
Il "sistema mafioso" dello Stato, funziona anche così e quel che è peggio non pare ci sia una via d’uscita (almeno sembrerebbe)