La moltiplicazione dei porti a schiera

Il sito Marebluefin continua a pubblicare una documentazione storicizzata sulla identità di S. Giorgio, il suo Calvario e la prospettiva di un futuro costruito e deciso in laboratorio
19 nov 2008 - "Dopo i campi da golf, quella dei porti in Sicilia è diventata una vera ossessione. Ogni sindaco pensa di poterne inaugurare uno e così, di anno in anno, il loro numero aumenta a dismisura. A prevederli sono soprattutto gli strumenti urbanistici “atipici”: Piani di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile (PRUSST), Patti Territoriali, Patti d’Area. Il solo PRUSST Valdemone, in provincia di Messina, prevede otto porti nel tratto di costa tra Santo Stefano e Tindari.Un litorale di appena 30 chilometri.Dunque, un porto ogni 375 metri...". (tratto dal dossier LEGAMBIENTE Mare Monstrum 2007, su Marebluefin)
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S. GIORGIO, IERI COME OGGI FERITA TRA GLI AVVOLTOI
TRIBUNALE DI PATTI, 06 / 03 / 2000 (presidente M. R. Gregorio, giudice est. F. Frangini)"...a seguito delle indagini preliminari, anche con l'ausilio di una consulenza, il PM accertava che il Lisciandro Antonino aveva costruito il complesso " Pastime Center " a distanza inferiore a quella prevista dalla legge, inducendo in errore gli organi amministrativi, nel senso che, non potendo costruire locali abitativi, ferme restando le stesse volumetrie del progetto originario del 1979 ( che prevedeva la costruzione di casette a schiera ), aveva provveduto semplicemente a variare la destinazione urbanistica del locali, da locali abitativi a locali per la diretta fruizione del mare. In questo modo induceva gli organi comunali in errore, i quali emettevano concessione edilizia, sia pure per l'uso indicato nella richiesta... ...orbene, non è possibile, non solo tecnicamente, ma anche giuridicamente, ritenere che una costruzione abbia una determinata destinazione ( o altra ) a seconda di quello che indichi il suo costruttore. Non vi è chi non veda, soltanto analizzando le planimetrie di progetto e le fotografie dei luoghi, che le costruzioni edificate non potevano essere destinate alla diretta fruizione del mare perché costruite e divise, anche internamente ( anche con accessori e pertinenze - piccoli giardini retrostanti -), in funzione della loro abitabilità......offenderebbe l'intelligenza del Tribunale e di chiunque altro leggesse gli atti di questo processo voler far passare per ricovero barche ciò che all'evidenza è una casa per abitazione, sia pure estiva.....orbene , anche in questo caso, rifacendosi alle considerazioni sopra svolte in merito alla fase preliminare della vicenda, si deve ritenere che, essendo palesemente illegittima la concessione edilizia 48/91, perché rilasciata in palese violazione delle norme di legge in materia urbanistica ( in particolare L.431/85 e L.R. 78/76, in materia di distanze dei fabbricati dalla battigia ), si ricava che i fabbricati siano stati edificati in assenza di concessione edilizia e quindi risulta configurato il reato di cui all'art.20 L.47/85 1 L. 431/85......resta, infine, il capo f) della rubrica, che vede come imputati Sidoti e Vento, per il reato di cui agli artt. 110 e 323 II co.,c.p., il primo nella qualità di vice- sindaco che ha concesso la sanatoria della piscina realizzata dal Vento ( v. capo e ) della rubrica ) ed il secondo nella qualità di privato determinatore......tuttavia, in questa sede si deve ritenere che l'imputazione, richiamando in sé il riferimento al precedente capo d'imputazione, implicitamente intende sanzionare un comportamento in base al quale in quella località non poteva essere costruita alcuna costruzione, in violazione palese dell'art. 13 L. 47/85..."
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Il piano economico e finanziario
Benzina sull'abusivismo (su Centonove)

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