Una società di recupero crediti per la spazzatura?

20 nov 2008 – Non lontano da qua, si sentono voci inquietanti, di amministratori che intenderebbero affidare a società private la riscossione (coatta?) delle bollette della spazzatura. Sarà vero? A noi viene in mente che non si diventa sindaco per concorso ma per eccesso di delega. La delega è un fatto rappresentativo: l’eletto rappresenta gli elettori che lo hanno votato, come dire “vai là e fai ciò che farei io”. Pertanto un amministratore dovrebbe sempre mettersi nei panni dei cittadini. Se la gente non paga o non vorrebbe pagare l’ATO è perché la storia stessa di questa organizzazione non è mai stata convincente, il costo dei servizi è altissimo e non equo e i sevizi resi sono ‘migliorabili’. Dunque sarebbe giusto che un amministratore si facesse interprete dei sentimenti dei propri cittadini anziché della legge soltanto, pure quando questa è bieca. Scendere in piazza per protestare, ritirando certificati elettorali? Perché no? Si è già fatto per altre storie! Ma quanto ci vuole a capire che le bollette sono quanto di più anacronistico possa esserci nell’organizzazione sociale del momento? Avete mai sentito parlare di crisi? Vi salta in testa che la gente, in questo momento, non sa dove sbattere la testa ed ha enormi difficoltà a pagare le scadenze? E noi ne aggiungiamo altre: tra poco arriveranno quelle dell’Ato idrico… Scusate, ve lo diciamo con parole d’altri. Forse vi scuoteranno?
Nel 2 0 0 8 i poveri sono aumentati di 100 milioni. Circa metà della popolazione mondiale sopravvive con meno di 2 dollari al giorno. Nel mondo 1 persona su 5 non ha accesso all’acqua potabile. Ogni giorno muoiono oltre 26.000 bambini per cause prevenibili. Non è esclusa neppure l’Italia, che rivela sacche di povertà agghiacciante. I poveri del mondo sono condannati alla fame, malattia, analfabetismo, disoccupazione. Sono senza speranza...o forse no"! (ANSA SOCIAL)
P.S. – Gioiosa Marea fa parte dell'Italia e del mondo!

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