Per la Swg di Spanò, serve un mondo più giusto

L'indagine su 4mila italiani fra i 18 e i 29 anni realizzata da Swg (vice-presidente è il gioiosano ing. Iganzio Spanò) in occasione del 60esimo anniversario della Carta costituzionale: ragazzi e ragazze, sia di destra che di sinistra, chiedono stesse opportunità e giustizia
Roma, 25 set. - (Adnkronos/Ign) - Costruire un Paese più giusto e armonico, nel quale i meriti vengano riconosciuti e tutti abbiano le stesse opportunità e possibilità. E' uno dei messaggi lanciati dai ragazzi intervistati per la ricerca 'I giovani e la Costituzione', commissionata dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e realizzata dalla Swg su un campione di 4.000 giovani tra i 18 e i 29 anni residenti in Italia.Dai dati della ricerca - realizzata nel 60esimo anniversario della Costituzione italiana - emerge un preciso bisogno dei giovani, cioè quello di un Paese più giusto ed armonico, più aperto e dinamico ma anche più sicuro. I giovani chiedono il riconoscimento dei meriti, l'autonomia degli individui, opportunità e possibilità per tutti, una maggiore armonia sociale e un rafforzamento delle libertà riconosciute. Nell'indagine - presentata oggi pomeriggio alla presenza della coordinatrice della Conferenza dei presidenti legislative delle Regioni e delle Province autonome, Monica Donini - i giovani puntano il dito sulla politica e denunciano le generazioni precedenti accusandole di non aver speso tutte le proprie energie nella realizzazione dei principi costituzionali. I ragazzi e le ragazze parlano di un Paese a velocità differenti in cui la matrice sociale di origine è ancora fonte di disuguaglianze e differenze. Una realtà in cui ci sono ancora tensioni, discrasie e ingiustizie. In cui il problema del lavoro e della sua qualità è quanto mai all'ordine del giorno."Secondo i giovani intervistati il mondo è pieno di ingiustizie, non solo dal punto di vista legale, ed è stato così tradito il valore della Costituzione -ha concluso la Donini- tutte le istituzioni a partire dai consigli regionali, devono porsi l'obbligo di dare risposte a questo bisogno di giustizia".

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