Il Porto di Ficarra e quello del silenzio

21 nov 2008 – Perché tanto silenzio sul fronte occidentale? Perché tanto clamore su quello orientale? Semplice: sul fronte occidentale il clamore si esprime una volta l’anno, coi fuochi d’artificio (semel in anno licet insanire). Gli orientali, si sa, sono più loquaci e rompono… le uova nel paniere. Del resto, cosa c’è da lamentarsi tanto? Non si è sempre detto: “Se Milano avissi ‘u portu, Missina fussi un ortu”? E allora? Allora dobbiamo ripetere? A Gioiosa il porto avrebbe già dovuto esserci già da tempo, prima degli altri e prima che se lo facciano pure Sinagra, S. Angelo di Brolo e Ficarra. Ma non è il porto… E’ il progetto che non convince, essendosi dimostrato più un’arma letale che un porto turistico. A Capo d’Orlando e a S. Agata Militello non hanno invaso il centro e le loro spiagge: bella quella di S. Gregorio, accettabile l’altra. Ciò che non convince è il metodo, la disinformazione, il silenzio, le carte al petto. La stampa e l’informazione, per caso, servono solo per i ladri d’acqua e le virgolette? La piazza serve solo per sporadiche isole pedonali? L’altoparlante serve solo per raccolta certificati?

Nessun commento:

Posta un commento