FRANA SULL’A3: ASSOCIAZIONE DIFESA SUOLO, NON E’ COLPA PIOGGIACatanzaro, 26 gen. - “Dopo la tragedia provocata da una frana di terreno sulla A/3 Salerno-Reggio Calabria si tornera’ a parlare di dissesto idrogeologico e la causa sara’ attribuita alle piogge intense, al maltempo, a questo inverno particolarmente rigido, scomodando magari gli assetti climatici mondiali e l’effetto serra. Purtroppo non e’ cosi’. Le cause, invero, vanno individuate in un uso del territorio dissennato e soprattutto nella sottovalutazione della stabilita’ dei suoli e dei versanti laddove si interviene con la realizzazione di infrastrutture che incidono profondamente sul paesaggio e sull’assetto territoriale”. Lo afferma in una nota stampa Carlo Frutti, presidente dell’Associazione nazionale difesa del suolo. “Dalle prime immagini televisive della A/3 colpita dalla frana, come da quelle di recenti frane in area alpina che hanno bloccato importanti localita’ turistiche - aggiunge Frutti - si e’ potuto notare come alcune opere di difesa sono risultate, alla luce dei fatti, assolutamente inadeguate, realizzate con tecnologie ormai superate ed a forte impatto ambientale. I tradizionali muri di sostegno in cemento armato, le funi e le reti passive, le barriere paramassi rigide oggi possono essere sostituite, grazie all’innovazione tecnologica, con sistemi attivi e reti paramassi elastiche, debris flow (barriere per colate di detriti e fango), drenaggi profondi, microdrenaggi e la regimentazione superficiali delle acque, il tutto abbinato a tecniche di ingegneria naturalistica e con ridotto impatto ambientale”. (AGI)
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