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Raffaele, ti ringrazio del riferimento al Comitato italiano per la lotta contro la violenza dello sport, del quale sono fondatore e coordinatore nazionale. Mi dai l’occasione per ricordare che tale fondazione risale al 1992, quando a Genova venne ammazzato un tifoso. Il Comitato ottenne dal direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, l’autorizzazione ad utilizzare lo slogan ‘Non si può morire per una partita’, il patrocinio de La Gazzetta dello Sport, del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministro della Pubblica Istruzione. Per il resto (che dici e lamenti) siamo già contenti di non essere stati ancora presi a… calci. MM
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