CAMPANILISMO E SCONTRI NEL CALCIO

Piraino 28 marzo 2009 - Anni orsono Mimmo Mollica, per effetto di delinquenti che, coperti da tutto il marciume che circonda e circoscrive il cosiddetto mondo SPORTIVO del calcio, avallavando atteggiamenti “criminali”, impegnò la Presidenza della Repubblica (che lo sponsorizzò), cosa insolita per le nostra zone, la Gazzetta dello Sport, l'Associazione magistrati, ben pensanti e tanti altri che ,”indignati” scevri da condizionamenti ambientali condannarono atteggiamenti “teppistici-delinquenziali. Si è allungata la lista dei “caduti” PER L’MBECILLITA’ DI TROPPI, l’ispettore Raciti compreso che……….. qualche campanilista amministratore o non conosce o fa finta di dimenticare. Raffaele Ianniello
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Raffaele, ti ringrazio del riferimento al Comitato italiano per la lotta contro la violenza dello sport, del quale sono fondatore e coordinatore nazionale. Mi dai l’occasione per ricordare che tale fondazione risale al 1992, quando a Genova venne ammazzato un tifoso. Il Comitato ottenne dal direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, l’autorizzazione ad utilizzare lo slogan ‘Non si può morire per una partita’, il patrocinio de La Gazzetta dello Sport, del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministro della Pubblica Istruzione. Per il resto (che dici e lamenti) siamo già contenti di non essere stati ancora presi a… calci. MM

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