
Gioiosa Marea, 30/03/2009 - Alle ore 19 di ieri, domenica 29 marzo, presso la sala di rappresentanza dell’auditorium comunale di Gioiosa Marea si è svolta una interessante assemblea sul problema del randagismo, argomento che purtroppo è balzato agli onori della cronaca, per effetto degli ultimi, incresciosi episodi verificatisi in Sicilia e nel Paese negli ultimi tempi. Ha aperto i lavori, nella doppia veste di relatore e moderatore, il giovane Gaetano Scardino che assieme alla “fidanzata Katia” e molti altri si occupano volontariamente di randagismo. La documentata relazione di Scardino ha colmato molte lacune ai presenti sullo stato normativo e sulla reale situazione a Gioiosa Marea del problema. A seguire il sindaco di Gioiosa Ignazio Spanò che ha relazionato sulle intenzioni dell’amministrazione, impegnandosi e chiedendo la collaborazione di tutti, per promuovere e incentivare l’adozione dei randagi. Per le femmine è già iniziata la campagna di sterilizzazione e di addestramento, quest'ultima pratica pure per tutti gli altri esemplari, con l'impiego di personale specializzato. Lo scopo è di migliorare la convivenza con la comunità. Il sindaco Spanò ha pure assunto l’impegno di promuovere, a livello consortile, la costruzione di un canile. Il sindaco si è detto convinto che con l’attuazione di queste iniziative Gioiosa Marea sarà fra i pochi Comuni, fra i primi a risolvere il problema. L’intervento del veterinario dott. Coppolino ha ulteriormente chiarito questioni di tipo veterinario e l’intervento della professorenza Patrizia Baldanza, nota per l’impegno che da tempo profonde nei confronti dei randagi, ha suscitato l’entusiasmo dei numerosi volontari presenti. Molti gli interventi. Di particolare significato quello della consigliera comunale Silia Aragona che ha proposto di impegnare i responsabili delle scuole locali ad una o più adozioni, evidenziandone l’aspetto educatico e formativo. Brillava, invece, per la propria assenza chi minacciando denunzie a destra ed a manca…, come al solito, non ha avuto (ritengo per inderogabili impegni) la possibilità del confronto. Ovviamente non sono tutte rose, un accadimento segnalatoci poc'anzi da Franco Maraffa, sul quale riferiamo a parte, dimostra che il problema si pone ed è incombente. Ma se così non fosse stato non si sarebbe posto il problema di organizzare un incontro per affrontarlo.
Raffaele Ianniello
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