68.000 cani randagi solo in Sicilia e i Comuni non hanno un soldo per i canili
Dopo la morte del ragazzino di Scicli, si molitplica l'allarme. La parola alla Lav di Martina Aureli
16/03/2009 - Ieri un bambino di 10 anni è morto, in Sicilia, aggredito da un branco di cani randagi. La tragedia è avvenuta nel Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, e ha dato il via oggi ad un’accesa discussione sul tema del randagismo e un conseguente rimpallo di responsabilità su quanto accaduto.L’unica certezza, a quanto pare, è data dall’arresto di Virgilio Giglio, che ha 62 anni ed è il “custode” del branco, un gruppo di cani che complessivamente conta 40 esemplari. Le forze dell’ordine lo hanno arrestato con l’accusa di omicidio colposo, omessa custodia, e resistenza a pubblico ufficiale, dato che quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione, l’uomo gli ha scagliato contro una decina di cani.
Il rimpallo: mancano i fondi o è colpa dei sindaci?
Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini affronta di petto la questione del randagismo, e ha chiesto immediatamente un incontro con l'assessore siciliano alla Sanità, Russo. “Da quando mi sono insediata denuncio l'inattività colpevole dei sindaci del centro-sud” accusa la Martini, aggiungendo che “la Sicilia è ampiamente nota per fatti gravissimi non solo di randagismo, ma anche per di maltrattamento sugli animali”. La colpa, secondo il sottosegretario, è dei sindaci. Il primo cittadino in questione, però, non ci sta: “C'è l'assenza di leggi e, se ci sono, sono superficiali”, risponde a distanza Giovanni Venticinque, sindaco di Scicli. Che ammette di non rispettare la legge che impone ai Comuni di avere un canile, ma chiarisce che il problema sono i fondi: “Il governo dia i soldi per mettere in condizioni le amministrazioni di costruire i canili”. E la tesi sembra la stessa dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente, che per voce del suo presidente, Lorenzo Croce, denuncia da settimane il taglio di due milioni di euro al fondo annuale per la lotta contro il randagismo.
Da noi ritardo legislativo di 17 anni
Perché in Sicilia è peggio che in altre Regioni? “Noi abbiamo avuto un ritardo legislativo, in materia di randagismo, di 17 anni. La legge nazionale è arrivata nel ’91. In Sicilia nel 2000. E i decreti attuativi, ossia quelli per rendere operativa la legge, sono stati approvati a luglio del 2007”. Cos’ha comportato, a livello pratico? “Significa che non abbiamo un’anagrafe canina aggiornata, con cui inquadrare il fenomeno. E che la sterilizzazione è una pratica appena avviata, non diffusa. Ci si è disinteressati al problema per troppi anni, e siamo arrivati a quella che oggi possiamo definire una vera e propria emergenza”.
Mancanza di strutture: cani “presi” e poi rilasciati
La coordinatrice Lav Sicilia sottolinea anche la mancanza di strutture adeguare: “Al punto che la nostra legge regionale prevede che una volta sterilizzati e dotati di microchip, i cani possano essere rimessi in strada”, spiega.
La Lav Sicilia: tutti sottovalutano
Più complesso lo scenario delineato da Marcella Porpora, coordinatrice regionale Lav Sicilia, che premette come la colpa non sia di un soggetto in particolare, ma di una generale sottovalutazione del problema da parte di tutti gli organi competenti: Asl, Regioni, Comuni, e gestione nazionale.A lei abbiamo chiesto in primo luogo come sia possibile che 40 animali siano affidati a una sola persona, evidentemente non in grado di gestire la situazione, considerando la malnutrizione dei cani sospettata dai carabinieri e le diverse segnalazioni dei residenti della zona, che avevano denunciato più volte la facilità con cui i cani fuggivano dalla recinzione. “È quanto stiamo cercando di capire anche noi”, risponde la Porpora, “il nostro ufficio legale se ne sta occupando. È stata la Procura di Modica ad affidare i cani a quest’uomo l’estate scorsa; quello che vorremmo sapere è se sono state fatte le verifiche necessarie prima di assegnare i cani”. Sulla mancanza del canile nel Comune, il sindaco si difende sostenendo la mancanza di fondi. “Non stento a crederlo, succede spesso. Ma probabilmente si doveva valutare meglio la situazione, ci sono le associazioni animaliste a cui rivolgersi, con personale preparato nella gestione dei cani”.
http://www.ilsalvagente.it/
Nessun commento:
Posta un commento