Qualunque cosa Raffaele Ianniello abbia scritto, poiché il post è leggibile poco più in basso, su questo blog, col titolo “MA ALLA FINE FU LO STESSO CROCIFISSO”, è evidente che lo ha scritto senza ricorrere ad offese nei confronti di alcuno ma, casomai, a personali punti di vista. Questo è concesso, rientra tra le prerogative di ognuno e attiene al libero arbitrio delle persone, oltrechè ai gusti e alla libertà di critica e di giudizio. Non altrettanto si può dire di chi fa ricorso a termini che costituiscono offesa, prima che eventuale reato.
‘Cretino’ è “chi è affetto da cretinismo: ritardo dello stato mentale e fisico con note di insufficienza tiroidea” (Nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli).
Per http://it.wiktionary.org/wiki/cretino lo stesso sostantivo connota una persona “poco intelligente”, ed in medicina colui “che è affetto da cretinismo”.
Sono sinonimi: deficiente, idiota, imbecille, scemo, sciocco, stupido.
Qualunque di questi sinonimi riveste molta gravità. E se la piazza non è luogo dove sia concesso ad alcuno di rivolgersi con simili termini ad altri, ancora meno lo è la ‘piazza virtuale’, il web, dove alla libertà di esprimersi e dibattere offerta non è lecito sostituire il turpiloquio né l’arbitrio, vieppiù grave se fatto con tracotanza ed insolenza, dietro l’anonimato.
Questo blog, poi, non è luogo dove si predilige il linguaggio casuale e la gratuita offesa. Per varie ovvie ragioni: perché è supplemento ad una testata giornalistica; perché offre libertà di commento, senza preventiva moderazione, vale a dire senza censura; perché non è incline al servilismo né a subire minacce o arroganza. Pertanto, esprimiamo a Raffaele Ianniello la più ampia e fraterna solidarietà; condanniamo l’anonimo censore e la sua tracotanza; lo invitiamo a dichiararsi, pregando Raffaele di volere accettare le scuse del caso. Sempre che le voglia accettare.
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