Gioiosa Marea, sabato 11 aprile 2009 - Promossi e bocciati a scuola li promuove e li boccia la scuola. A volte sbaglia... E quando sbaglia lo fa sbagliando. Il territorio - invece - spesso si promuove da sé, con le sue bellezze, coi monumenti, col bene di Dio, con l’incorrotta natura. Altre volte il territorio, inteso come patrimonio paesaggistico, culturale, architettonico viene ‘promosso’ con manifestazioni, rappresentazioni, festival, calendari, convegni, gite fuori porta, spettacoli folk, da Comuni, Consorzi, parchi, etc.). Niente scrutini e niente esami, ma enfatici comunicati stampa, virgolette e magniloquenze.Va bene usare le Sacre rappresentazioni per promuovere il turismo? Qua il turismo non c’entra. Piuttosto questo genere può servire ad aggregare, drammatizzare, coinvolgere e intrattenere. E non è poco. Ma il turismo no di certo, sia perché almeno una sacra rappresentazione, al momento, la fanno pure nei condomini, sia perché al momento Gioiosa Marea è praticamente inaccessibile, sia perché nel settore sacre rappresentazioni la ‘perla del tirreno’ non ha ancora grande tradizione, nè grande nome. Dio, per fortuna, è stato già promosso e non necessita di comunicati stampa.
Ieri sera Gioiosa Marea che, invece, ha una tradizione per la processione del Venerdì Santo, è stata attraversata dal toccante rito delle ‘varette’, tradizione alla quale prendono attivamente parte tanti cittadini, fedeli coi ceri, portantini, lettori, simulacri, sacerdoti, attrezzature per la diffusione della voce, insomma un gran numero di concittadini e forse pure turisti. Ma tutto ciò non è preceduto né seguito dal clamore dei comunicati stampa, delle indagini sull’audience.

Non sappiamo se questa Sacra rappresentazione e i suoi organizzatori siano destinatari di finanziamenti: quanto costa, insomma, alle casse comunali la processione del Venerdì santo? Non sappiamo neppure se la processione è sponsorizzata dall’Amministrazione Comunale. E non sappiamo neppure quanto costa alla nostra comunità emozionare e promuovere il territorio, attrarre turisti, emozionare i compaesani con la teatralizzazione delle sacre rappresentazioni. Ciò che pensiamo, però, è che quantomeno le due rappresentazioni andrebbero ambedue ‘sponsorizzate’. Perché contando gli ‘attori’ coinvolti, le maestranze, l’impegno economico, il valore tradizionale e religioso, la Processione del Venerdì Santo di ieri sera meriterebbe una ricompensa 10 o 20 volte superiore a qualunque altra messinscena, indipendentemente dalla sequenzialità. E non escludiamo che l’Amministrazione comunale ci abbia già pensato. Si sia resa conto di ciò. E questo perché comunque, Cristo lo si può offendere dieci, cento, mille volte, ma non lo si può uccidere due volte. Neanche con la politica.
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