Riceviamo e testualmente pubblichiamo:Randazzo, 29/06/2009 - Come ormai da tanti anni, tutti quelli che si riconoscono nell’indipendenza della Sicilia , autonomisti, federalisti, indipendentisti si riuniscono a Randazzo presso il cippo di Murazzu Ruttu intorno alla data del !7 giugno per commemorare i caduti dell’EVIS, il comandante Canepa, Rosario ed il giovane Lo Giudice, morti in un conflitto a fuoco con i carabinieri.Il raduno si è ormai caratterizzato negli anni quasi fosse una sorta di AMARCORD .presenti i “soliti”, i soliti buoni propositi da parte di tutti e le proposte di nuove iniziative atte a rimuovere l’isolamento in cui stampa e politici Sicilianisti di turno , tentano, riuscendoci di isolare la vera voce di chi da troppi anni si batte sventolando la bandiera giallo-rossa.Quest’anno l’affluenza è stata più massiccia del solito si sentiva, si percepiva la presenza dell’assente governatore della Sicilia Raffaele Lombardo cui sono stati indirizzati diversi messaggi da parte di molti intervenuti. Scianò, Morana, Mirto ed altri ed in particolare da parte del “Presidente per una notte” Salvatore Natoli che invita Lombardo a varare “L’operazione verità”, ricordando nel suo intervento quello dell’onorevole Vito Regio D’Onses al regio parlamento in data 5 ottobre 1863 parlando dei “crimini” dell’epopea risorgimentale, perpetrati a danno dei Siciliani che portarono all’immediata dimissione da deputato Garibaldi presente all‘assemblea, scusandosi con il Popolo Siciliano affermano che di questi crimini non era mai stato portato a conoscenza. Natoli, rivolgendosi a Lombardo gli propone di fare insegnare in tutte le scuole di Sicilia la nostra storia ad iniziare da 1860 almeno per i primi tre anni per fare si che finalmente i Siciliani si rendano conto delle menzogne e dei crimini che il popolo di Sicilia ha subito territoria di conquista , da parte di chi in nome dell’unità nazionale e di casa Savoia prima ed ora da parte di chi non capisce o non ascolta, non risparmiando fendenti al “generale” Cadorna ed al “generale” Gavone che per punire i renitenti di leva ordinava di bruciare i pagliari in cui presumibilmente si nascondevano , premiato dal risorgimentale Cavour con la promozione a deputato definendo nel suo primo intervento i Siciliani BARBARI. Raffaele Ianniello
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