GIOIOSA MAREA: CITTADINI CONDANNATI A 20 ANNI, QUASI UN ERGASTOLO

29/10/2009 - Si Palermu avissi 'u portu, Missina fussi un'ortu (Se Palermo avesse il porto, Messina sarebbe un orto). Questo ‘proverbio’ era molto in voga negli anni passati e intendeva alludere alle ‘fortune’ di Messina per la sua singolare posizione sullo Stretto. Così oggi avviene - invece - per ‘spiegare’ il ‘declassamento’ e le sfortune di Gioiosa Marea, un tempo ‘Perla del Tirreno’ ed oggi splendida cittadina di molte bellezze, isolata dagli uomini e forse pure da Dio, ‘dispiziato’ nel dovere assistere ad un persistente scivolare verso una qualità della vita sempre più scadente.

Per cui si troveranno alcune giustificazioni nel paragonare la ‘vecchia Signora’ (Gioiosa Marea) con Brolo, Piraino o Capo d’Orlando.

“Ma vuoi mettere…? Brolo è fortunata ad avere un territorio pianeggiante, ampio e spazioso verso le Eolie e la collina, con uno svincolo autostradale bene attrezzato e ‘vivace’”.

“Ma vuoi mettere...? Piraino, nella parte marina di Gliaca è pianeggiante, ampia, ordinata sotto l’aspetto urbanistico, una bella spiaggia naturale, cinema, teatro, pineta, guardiola, etc.”

Ma che paragoni mi fai..? Capo d’Orlando ha il sindaco Sindoni. Qua lo dovremmo avere un sindaco come quello e poi vedi…”.

Questi sono gli alibi

Ecco, questi in sintesi ‘bestiale’ sono gli alibi e i luoghi comuni (ormai) in uso per giustificare il degrado e l’agonia di Gioiosa Marea, ridotta uno straccio nelle strade sconnesse, nelle fogne a mare, nell’assenza di una vita sociale e culturale, se non quella…

Gioiosa Marea ormai da anni è tagliata fuori dalla strada statale 113 Messina-Palermo a causa delle ‘mitiche’ frane di Capo Skino-Capo Calavà alle quali non si è saputa trovare soluzione, né si sono sapute attivare iniziative di sensibilizzazione all’emergenza.

Niente: una salsicciata, un paio di consigli comunali congiunti con Piraino e tante inutili parole. Risultato: ancora la frana novembre 2007 è la a fare compagnia a quelle successive e a quelle precedenti (frana 2004, un’incompiuta).

Fogne a mare simbolo del degrado

La questione delle fogne a mare questa estate ha avuto la sua rappresentazione video e fotografica.

Ma a simboleggiare il degrado di questo paese basterebbero le sole buche stradali, degne di un dopo guerra.

Ora il capolavoro

Ora arriva il colpo a sorpresa: l’amministrazione comunale di Gioiosa Marea ha deciso di ristrutturare il vecchio municipio e per cominciare deve fare fronte ad una spesa di 1.800.000 euro. Solo per cominciare (primo stralcio!). Quando non ha saputo spenderne 80.000 per sistemare le fogne a mare, vitali per l’economia di un paese che vive di mare (o dovrebbe).
Quando non ha saputo… fare troppe altre cose... giuste, utili, necessarie ed indispensabili.

Un mutuo ventennale, quasi un ergastolo

E dove prenderà questa valanga di soldi? Semplice: dalle tasche dei cittadini, aumentando l’Irpef per 20 anni. (Tutti d'accordo, tranne l'opposizione).

Si, per 20 anni: quant’è la durata del mutuo che intendono contrarre.
20 anni: quasi un ergastolo!

Il municipio e basta

Questa è il meglio ed anche l’unica cosa che saprebbe fare un’amministrazione comunale che nel paragonarsi a Brolo, Piraino o Capo d’Orlando dovrebbe andare un po’ oltre le questioni orografiche ed urbanistiche.
Probabilmente Brolo, Piraino e Capo d’Orlando sono più pianeggianti nella percezione del ruolo della politica amministrativa. Non c’è arroganza né supponenza.

E per contro c’è il fare e il saper fare.

A Gioiosa bisognerebbe fermarli finché si è in tempo, se non si vuole firmare un altro mutuo ventennale sulla nostra pelle, oltre quelli che ciascuno ha per la casa, per il televisore, per il ricovero ospedaliero, per la macchina, per il matrimonio e per l’estrema unzione.

Fermarli… Ma chi dovrebbe farlo? Solo i cittadini possono...

Nebrodi e Dintorni

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