«PORTA ROMANA BELLA», LA STORIA DI EZIO BARBIERI IN UNA CANZONE

Nella famosa canzone popolare milanese una strofa è dedicata al bandito Ezio Barbieri, nato a Milano ma vissuto a Barcellona Pozzo di Gotto anche dopo la detenzione. Barbieri fu un personaggio ‘leggendario’, entrato ancora giovane nella cronaca criminale. A Barcellona P.G. visse da «libero» cittadino, una volta scontata la pena inflittagli

24/02/2019 - «Porta Romana bella», storia di guardie, ladri e vecchie canzoni di Mimmo Mòllica, racconta una vita e un’epoca attraverso una canzone: Porta Romana bella, canzone popolare del repertorio tradizionale milanese, la più cantata assieme a 'O mia bela Madunina' (O mia bella Madonnina). Porta Romana si trova nei pressi di piazza Filangieri a Milano, dove sorge il carcere di San Vittore. 

Porta Romana bella Porta Romana
ci stan le ragazzine che te la danno,
prima la buonasera e poi la mano.

Tra le numerose varianti ce n’è una dedicata al bandito Ezio Barbieri, con l’aggiunta della seguente strofa:

"La banda di Barbieri era attrezzata
faceva le rapine a mano armata.
Sette e sette e sette fanno ventuno
arriva la volante e non c'è più nessuno".

Ezio Barbieri, classe 1922, nato e cresciuto a Milano, ha vissuto a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) buona parte della sua lunga esistenza. Barbieri fu un personaggio ‘leggendario’, entrato ancora giovane nella cronaca criminale. Perfino lo scrittore Alberto Bevilacqua scrisse un romanzo che lo vede protagonista. A Barcellona Pozzo di Gotto, il vecchio bandito visse la sua vita da «libero» cittadino, una volta scontata la pena inflittagli. Il Dillinger italiano, il bandito gentiluomo, il Robin Hood delle azioni temerarie, scontati 25 anni di detenzione rimase a Barcellona P.G, sede dell’Ospedale Psichiatrico, che allora si chiamava ancora Manicomio, dove l’uomo della ligèra era stato rinchiuso. 

Divenne famoso per essere un rapinatore, anzi il capo della «Banda dell’Aprilia nera», una Lancia Aprilia targata 777, che era pure il numero del centralino della polizia milanese. Con la Lancia Aprilia nera targata MI 777, Ezio Barbieri e la sua banda terrorizzarono Milano, mettendo a segno rapine rocambolesche, pure in pieno giorno, riservandosi un posto ‘d’onore’ nella storia della criminalità. La strofa è segno di irrisione per la “proverbiale” lentezza della Polizia: “arriva la volante e non c'è più nessuno".
Ezio Barbieri è morto a Barcellona Pozzo di Gotto il 17 maggio 2018, all'età di 95 anni. Si era rifatto una vita.
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«PORTA ROMANA BELLA»
Storia di guardie, ladri e vecchie canzoni
di Mimmo Mòllica
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EUR 2,50

«MAMMA, NON MAMMA», L’INFANZIA NEGATA DALLA CRONACA ALLA POESIA

«Mamma, non mamma», con questo titolo Mimmo Mòllica ha messo in versi e rime due filastrocche di bimbi "con lacrime dolci da seccare, una donna acerba e un giovane dolore". Due tristissime storie raccontate dalla cronaca degli ultimi giorni, tristi ma a lieto fine. Mòllica ha voluto raccontare in due filastrocche le toccanti ‘storie’ in un ebook dal titolo «Mamma, Non Mamma».

07/02/2019 - Sono due tristi vicende raccontate dalla cronaca degli ultimi giorni: nei primi giorni di febbraio 2019 a Carmagnola, in provincia di Torino, un bimbo di soli 8 anni è stato trovato abbandonato per strada. Noi lo abbiamo chiamato Marco (nome di fantasia). Camminava da solo al buio, ai bordi di una strada di campagna, rischiando di essere travolto da qualche automobile di passaggio. Del padre del bambino pare non se ne sappia più (quasi) niente.

«MAMMA MAMMINA», CANZONI STRAPPALACRIME MA GENIALI E A LIETO FINE

«Mamma Mammina», filastrocche e canzoni strappalacrime, ma geniali e a lieto fine di Mimmo Mòllica. «Mamma mammina» è la storia di un neonato abbandonato dalla madre a Parigi, scritta del 1919. Nel 1964 il gruppo di cabaret de «I Gufi» ne ripropose una versione volutamente grottesca e forzatamente ‘strappalacrime’, con l’intento di sfatare la crudeltà umana, la dissennatezza di una madre. «Mamma mammina» rimane così una storia non cruda, ma grottesca e… a lieto fine. 

11/01/2019 - Italia, Paese del bel canto. La canzone italiana nasce nel primo Novecento e acquista la sua identità matura negli anni ‘20 e ‘30, assumendo i caratteri tipici della canzone all’italiana nell’espressione melodico-sentimentale, nei toni commoventi, struggenti. 

BRASSENS POETA DI CAMPAGNA IN SICILIANO NELLE TRADUZIONI DI MIMMO MÒLLICA

Canzoni del grande cantautore francese-lucano tradotte in lingua siciliana e italiana da Mimmo Mòllica. L’opera poetica di Brassens è considerata difficile da tradurre. Nato in Francia, Georges è figlio di Elvira Dagrosa, una casalinga figlia di emigrati da Marsico Nuovo, in provincia di Potenza

29/01/2019 - Georges Brassens, il cantautore più tradotto al mondo, il più difficile da tradurre. Mimmo Mòllica ha tradotto e cantato in lingua siciliana e italiana alcune delle più belle canzoni del cantautore francese-lucano. C’è un filo ‘traduttore’ che lega le canzoni di Georges Brassens e le molteplici versioni (e traduzioni) in diverse lingue. Brassens è fortemente attratto dalla poesia, dallo scrivere in versi, e le sue composizioni abbracciano intimamente la musica.

BRASSENS E I DIALETTI DEL SUD: LA POESIA SA BENE COME MASTICARE LE PAROLE

Mimmo Mòllica e Nanni Svampa, prove Brassens
31/01/2019 - È bellissimo potersi immergere nel mondo poetico e musicale di Georges Brassens,nei suoi costrutti tematici, ritmici e linguistici. E le traduzioni sono operazioni ‘connettive’, forme compiute di connessione ad atmosfere sentimentali ed affettive universali. Tra gli autori che hanno tradotto “in italiano” le canzoni di Brassens, è necessario citare innanzitutto Nanni Svampa che ha trasposto in milanese buona parte della produzione del grande cantautore francese.

CASTELLI DI SABBIA: FILASTROCCA CON PALETTA E SECCHIELLO PER FARE UN CASTELLO

08/10/2018 - «Castelli di sabbia» di Mimmo Mòllica. Filastrocca con paletta e secchiello per fare un castello. Come scrivere in versi per il gusto di andare spesso a capo. Guardare i bambini giocare con la sabbia, impegnati in fantasiose costruzioni: scavare buche profonde, disegnare e scrivere sulla sabbia bagnata, costruire castelli. Ieri come oggi giocare con la sabbia, in spiaggia, accomuna i bambini ma coinvolge pure gli adulti. La spiaggia, la sabbia bagnata, un secchiello e una paletta, per affondare le mani e la fantasia dove la realtà non arriva.

«FILASTROCCA DEL DIZIONARIO», I BAMBINI E NONNI A DIFESA DELLA BISTRATTATA FILASTROCCA

30/09/2018 - Vari dizionari definiscono una ‘filastrocca’ serie lunga e noiosa di parole; “successioni lunghe e fastidiose di parole”, “noiose tiritere” o anche “discorso lungo e sconclusionato; elenco prolisso”.
Nel “Nuovo dizionario de' sinonimi della lingua italiana”, Niccolò Tommaseo spiega così il significato del termine «filastrocca»: «Filasirocca, serie lunga e noiosa di parole o non convenienti o non vere. Filastrocca di bugie, di citazioni, di nomi: un discorso pieno d’enumerazioni, d’ampollosità.
Cantafèra è cantilena noiosa. Cantafavola, ch’è lungheria non vera. Un po’ mendace; la filastrocca, talora mendace, è sempre noiosa: la tiritera, noiosa ed inetta. Le facezie di certa gente son filastrocche d’impertinenza, e filastrocche di freddura…”.

LE FATE, QUALCUNO LE MANDI A CHIAMARE”. CON «FATE DEL BENE» MIMMO MÒLLICA RACCOGLIE L’APPELLO DI GIANNI RODARI

Incontrare una fata non è difficile, difficile è riconoscerla… Ma dove saranno andate? Non se ne sente più parlare…. Gianni Rodari ha lanciato il suo appello: "Erano disoccupate! Qualcuno le mandasse a chiamare”. Così Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, ha raccolto l’appello del ‘grande maestro dell’ infanzia”

29/09/2018 – Gianni Rodari immagina che le fate siano scappate, “si nascondono in fondo al mare, oppure sono in viaggio per la luna, in cerca di fortuna. Erano disoccupate! Qualcuno le mandasse a chiamare”. Così Mimmo Mòllica, autore di molte filastrocche, canzoni e testi per la radio e la tv, ha raccolto l’appello del ‘grande maestro dell’ infanzia”, Gianni Rodari, scrivendo e pubblicando «Fate del bene», filastrocca, per imparare ad incontrare le fate e riconoscerle.
"I bambini vedono le fate meglio di noi perché i nostri occhi sono pieni di cose che non vogliamo vedere".

Nella filastrocca «Fate del bene», Mimmo Mòllica si chiede “chi sono le fate? Che sono le fate? Fanno parte della natura? È la natura stessa che le crea? Sono aria, spirito, forma? Traggono origine dagli elementi naturali (aria, acqua, fuoco e terra)? Sembra proprio così…
Le fate rappresentano la forza della natura, e proprio per questo sanno nascondersi, mimetizzarsi, fuggire e trasformarsi.

Sono molte le leggende sul mondo delle fate, ma bisogna essere davvero puri di cuore per credere in loro e con esse dialogare. Le fate compaiono e scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia, senza svelare i loro segreti, né gli inestimabili tesori custoditi e nascosti.
C’è un’Isola-che-non-c'è per ogni bambino, e sono tutte differenti. Se incontrate una dolce fanciulla o un’esile vecchietta, non esitate ad essere gentili offrendo loro il vostro aiuto: dietro quelle sembianze potrebbero celarsi due fate. Il gesto gentile così verrebbe ricompensato con un dono fatato…

Copiose son le fate, è proverbiale,
fate d’ogni elemento naturale:
fate dell’acqua, terra, aria e fuoco,
son dieci, cento, mille pressappoco.

Fata dei boschi, fata dei poeti,
fata dei laghi, fata dei pianeti,
fata dei draghi, fata del Natale,
fata dei fiumi, dell’universo astrale.
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«Le Fate del Bene» di Mimmo Mòllica
Filastrocche una alla volta
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«BUONGIORNO GIORNO», FILASTROCCA PER 24 ORE NUOVE DI ZECCA

05/10/2018 - «Buongiorno giorno» di Mimmo Mòllica, filastrocche una alla volta. Come scrivere in versi per il semplice gusto di andare spesso a capo. Sento il bisogno di dormire 8 ore al giorno. A parte la notte. Svegliandomi questa mattina, sorrido. Ventiquattro ore nuove di zecca sono davanti a me. Il tempo, complice, regola beffardo l'orologio alla solita maniera. Tra non molto qualcuno dirà che è tardi, altri diranno che è presto. La sera con movenze rapaci solleva un artiglio dal trespolo e lento lo riabbassa, per farti spazientire, per dispetto. E quando ti sembra che stia per poggiare la zampa, lenta la risolleva. E più ti aspetti che almeno ora sollevi l’altro artiglio più lei risolleva lo stesso di prima. E con identica misurata flemma lo abbassa tanto lentamente da sembrare che lo sollevi ancora.

FILASTROCCHE UNA ALLA VOLTA

«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull’argomento trattato: "Ho voluto aggiungere qualche altra filastrocca per legittima vanità, ma pure come omaggio ai lettori".
Le filastrocche siamo noi. Nelle filastrocche ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende.
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Buongiorno giorno
(Filastrocche una alla volta)
di Mimmo Mòllica (Autore)
Formato Kindle
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«FIORI DI PESCO», FILASTROCCA CHE CUSTODISCO DENTRO L’HARD-DISCO

05/10/2018 - «Fiori di pesco» e altre brevi cose di Mimmo Mòllica, filastrocche per vivere per sempre felici e contenti, ma fino a un certo punto. "Pesco, perché col pesce io mangio e cresco… / Ma se non mangio non esaudisco / il desiderio quasi pazzesco, che custodisco come l’hard-disco / di quel computer che preferisco... 

Le filastrocche prima si insegnano ai bambini e meglio riusciranno a memorizzarle: educano al ritmo, abituano a scandire le parole e i concetti, danno un'idea compiuta della musicalità e del comporre in rima. Imprimono nella mente dei più piccoli le storie, i messaggi e i sentimenti che le filastrocche raccontano; nei grandi la... grandezza.

«Perciò io mangio il pesce fresco che a volte pesco… / Ma se non pesco mi arrugginisco, / non mi capisco e non gioisco… / Quando non pesco non concepisco / neanche l’Unesco, non la capisco…». 

«Filastrocche una alla volta». Così Mimmo Mòllica ha pensato di presentare le sue filastrocche in una collana di ebook: una alla volta, o quasi. Ognuno degli ebook di questa collana porta il titolo della filastrocca che intende presentare, assieme a poche frasi e qualche aforisma sull'argomento trattato. Le filastrocche siamo noi, ci siamo noi, la famiglia, le situazioni familiari e sociali, i personaggi e le immagini della fantasia, delle fiabe e delle leggende. 
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FIORI DI PESCO
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di Mimmo Mòllica
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LA LEGGENDA DI COLAPESCE DI MIMMO MÒLLICA: COSÌ STANNO UCCIDENDO IL MARE

«La leggenda di Colapesce» di Mimmo Mòllica, dramma collettivo di questo mondo che pure ai pesci doveva sembrar cattivo. Mòllica vede nelle figure di Colapesce e Lucio Dalla due epigoni, testimoni della medesima ‘accusa’. Se il re si rivolge a Colapesce per sapere cosa minaccia i fondali della Sicilia, un politico fa appello a Lucio Dalla per cercare di scongiurare uno scempio ambientale alle Isole Tremiti. Colapesce è là a ‘sorreggere la colonna’ del delicato ecosistema minacciato dall’inesorabile degrado dell’ambiente marino e del Pianeta.

08/08/2018 - Lucio Dalla è autore o protagonista della Leggenda di Colapesce? O il cantautore bolognese è l’emulo eccellente, l’erede, il continuatore di quella straordinaria leggenda, divenuta sempre più realtà, sempre più atto d’accusa? Lucio Dalla non adombra il sospetto che l’uomo discenda dai pesci ma lo asserisce: “Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti, assistettero curiosi al dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo e cominciarono a pensare nel loro grande mare”.
In Com’è profondo il mare, Lucio Dalla lancia un duro atto d’accusa verso chi “sta cercando di farci annegare”. È chiaro che il pensiero dà fastidio, - canta Lucio Dalla - anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce, e perciò difficile da bloccare, perché è il mare a proteggerlo.

La leggenda di Colapesce di Mimmo Mòllica, filastrocca moderna di un’antica leggenda, ripercorre e dà (nuova) voce alle imprese di questo «eroe popolare» che sono “dramma collettivo di questo mondo”, mutuando i versi di Lucio Dalla. Com’è profondo il mare è moderna testimonianza, trascinante omaggio e condivisione al leggendario Colapesce e alla stessa leggenda, per spiegare la cui metafora è necessario immergersi nelle profondità marine assieme al ‘ragazzo di Messina’, in cerca dell’unico tesoro cui Cola è veramente interessato: rendere mari e mondo più accoglienti ed il Pianeta sempre più civile; dare un mondo migliore ai discendenti.

Mimmo Mòllica ha riscritto in versi e strofe ed in lingua italiana, la leggenda del ragazzo di Messina, figlio del mare di Sicilia bella. Mòllica immagina Cola intento a indagare il mare e i misteri delle profondità marine (Cola racconta alle onde i suoi segreti e il mare come amico l’ascolta...) trascorrendo il tempo tra le onde, per riaffiorare dopo ore, scoprendo le bellezze ma pure le bruttezze degli abissi.

Se nella leggenda il re si rivolge a Colapesce perché descriva cosa c’è nei fondali del suo Regno, il Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D'Ascanio, rivolge un appello a Lucio Dalla (maggio 2011), nel tentativo di scongiurare la paventata installazione delle trivelle petrolifere al largo delle splendide Isole Tremiti, opponendosi ad un ulteriore scempio ambientale.

Così Cola Pesce “uomo veramente degno, di cui si maraviglino gli huomini in tutti i secoli. Costui lasciando quasi la compagnia degli huomini si viveva tra’ pesci del mare di Messina, e perché ei non poteva star molto tempo fuori dell’acqua, però egli s’acquistò il cognome di pesce”, come scrive Giuseppe Pitrè.

Colapesce da Messina testimonia l’eroismo e l’abnegazione dei siciliani, rimanendo per sempre nelle profondità marine a sorreggere la colonna erosa dal fuoco che rischia di far crollare la sua amata Terra, la Sicilia. Cola studia e descrive il Pianeta attraverso le meraviglie e lo scempio dei mari (ieri come oggi); la ricchezza e il degrado (splendore e squallore) che si nascondono nelle immense profondità abissali, giacché l’uomo per sete di dominio e di potere, / vuol somigliare al Dio dell’infinito e vuole avere potere perfino sul nascere e il morire. L’uomo si esalta per onnipotenza, vorrebbe sovvertir pure la scienza, / comprare col denaro anche se stesso.

Colapesce studia e ‘sorregge la colonna’ del delicato ecosistema, minacciato dall’inquinamento e dall’inesorabile degrado dell’ambiente marino, che modificano la naturale condizione dell’ecosistema. Degrado causato dall’uomo e dalle sue attività sbagliate, sversando e immettendo nel mare sostanze tossiche in grado di procurare depressione del sistema immunitario e stravolgere perfino le funzioni riproduttive. Negli anni ’90 il morbillivirus diffusosi nel Mediterraneo si è poi diffuso nel mar Tirreno, nello Ionio e nell’Egeo. Sostanze molto difficili da degradare, tossiche e cancerogene, come il DDT, capace di alterare le funzioni ormonali e i processi riproduttivi in numerose specie del Mediterraneo: pesci spada, tonni rossi, stenelle striate, tursiopi, delfini e balenottere.
Altra enorme iattura sono la plastica e i rifiuti plastici che vengono a contatto con mammiferi marini, pesci, uccelli e tartarughe, sia in superficie che nelle profondità marine. Molte di queste creature finiscono per ingerire quantità di plastica, scambiandola per cibo. Ciò provoca la morte dell’animale per ostruzione del tratto digestivo, e conseguente inedia o soffocamento.

“Quanto è profondo il mare!”, disse Colapesce. Quanti misteri poi volle svelare di quell’ambiente a lui piuttosto ignoto. Vide che nei fondali c’era tanta vita, antri e crateri, che non è abisso di paurosi mostri. I mostri che ci posson spaventare / sono soltanto nella nostra mente. / Gli abissi oscuri a volte sono in noi, / fantasmi dell’inconscio e del pensiero, / figli della paura che non vuoi, / quando smarriam la rotta ed il sentiero.

Sorpresa negli abissi fu infinita:
creduti solo freddi e inospitali,
erano ricchi di ponti naturali,
collegavano il mondo e tutti i mari.

Il mistero più grande della Terra,
è regolare il clima del Pianeta,
stemperando emissioni di gas serra,
ma l’uomo pensa solo alla moneta.

Il problema della plastica è attualmente oggetto di intense ricerche in quanto, sembra ormai certo che rilasci col tempo micro e nano plastiche in grado di penetrare all’interno degli animali e di accumularsi.
E Lucio Dalla severamente accusa:

«Così stanno bruciando il mare,
così stanno uccidendo il mare
così stanno umiliando il mare,
così stanno piegando il mare».

Così Colapesce:

Guardare avanti è giusto se la meta / è degna perché rispondente al bene, / utile non soltanto alla moneta / e a tutto ciò che al potere conviene.

Ma a volte l’uomo manca al suo dovere,
violare vuol, tradire ed oltraggiare
la libertà degli altri col potere,
complice la tendenza a sopraffare:
corruzione e denaro insanguinato,
violenza, mafia, frodi e malaffare
potere iniquo e pezzi dello Stato.

Cola così descrisse al Re quel mondo, mostrando in mano il fuoco incandescente. Quindi discese ancora e sparì in fondo, lontano dal regnante e dal potente.

«Certo, chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche. Il pensiero, come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. Così stanno uccidendo il mare. Così stanno umiliando il mare». (Lucio Dalla, Com’è profondo il mare)

Ornella Fanzone
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«LA LEGGENDA DI COLAPESCE» DI MIMMO MÒLLICA, DRAMMA COLLETTIVO DI UN MONDO CHE DOVEVA SEMBRAR CATTIVO

«La leggenda di Colapesce» di Mimmo Mòllica, filastrocca moderna di un’antica leggenda. Dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo e cominciarono a pensare nel loro grande mare “Com'è profondo il mare”. 

30/07/2018 - «La leggenda di Colapesce» di Mimmo Mòllica, filastrocca moderna di un’antica leggenda. "Dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo e cominciarono a pensare nel loro grande mare", mutuando i versi della canzone di Lucio Dalla “Com'è profondo il mare”. Era chiamato Cola Pesce "uomo veramente degno di cui si maraviglino gli huomini in tutti i secoli. Costui lasciando quasi la compagnia de gli huomini si viveva tra' pesci del mare di Messina, e perché ei non poteva star molto tempo fuori dell'acqua, però egli s'acquistò il cognome di pesce", scrive Giuseppe Pitrè. 

BUSALACCHI, ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI REGIONALI: IL TAR DICHIARA INAMMISSIBILE IL RICORSO

Il TAR dichiara inammissibile il ricorso elettorale proposto da Busalacchi per l'annullamento delle elezioni per il rinnovo dell'ARS
Palermo, 06/04/2018 - Come si ricorderà il dr. Francesco Paolo Busalacchi ha proposto un ricorso elettorale davanti al Tar Sicilia per l'annullamento del verbale di proclamazione degli eletti per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana . E' intervenuto ad opponendum l'ex deputato regionale Vincenzo Giambrone, rappresentato e difeso dagli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l'irricevibilità del ricorso, perchè depositato fuori termine, nonchè l'inammissibilità dello stesso sotto molteplici profili,

ANAS SICILIA: A PALAZZO D’ORLEANS MUSUMECI INCONTRA I VERTICI DI ANAS PER UN FOCUS SUGLI INVESTIMENTI

Palermo, 6 aprile 2018 - Si è svolto questa mattina a Palazzo d’Orleans un incontro tra i vertici della Regione Siciliana e di Anas. All’incontro erano presenti, per la Regione, il Presidente Nello Musumeci, l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Marco Falcone e, per Anas, l’Amministratore Delegato Gianni Vittorio Armani, accompagnato da Ugo Dibennardo, Direttore Operation e Coordinamento Territoriale, Valerio Mele, Responsabile Coordinamento Territoriale Sicilia, Mario Avagliano, Responsabile Relazioni Esterne e Comunicazione, Fulvio Maria Soccodato, Responsabile Assetto Infrastrutturale Rete.

SGARBI ULTIMO ATTO. GLI “STATI GENERALI DEI BENI CULTURALI” A GANGI

“S’intende lasciare alla Sicilia gli strumenti utili alla predisposizione di un atto di indirizzo della politica culturale perché la gestione del patrimonio artistico produca. Sicilia/ Ultimo atto dell’assessore Sgarbi: gli “Stati Generali dei beni culturali” a Gangi. “S’intende lasciare alla Sicilia gli strumenti utili alla predisposizione di un atto di indirizzo della politica culturale perché la gestione del patrimonio artistico produca concretamente benefici economici e occupazionali”
PALERMO, 06/04/2018 - Si è tenuta il 4 aprile nell’Ufficio di Gabinetto dell’assessore regionale dei beni culturali, Vittorio Sgarbi, la prima riunione operativa preliminare agli “Stati Generali dei Beni culturali” in programma nei prossimi mesi a Gangi (Palermo) “ovvero la seconda conferenza regionale, dopo quella del 1991 - sottolinea Sgarbi - con la quale s’intende avviare un processo di riforma del settore.

LEGALITÀ ED ETICA: ANTOCI DEDICA IL RICONOSCIMENTO A DUE POLIZIOTTI SCOMPARSI GRANATA E TODARO

Concorso Nazionale Legalità e Cultura dell’Etica. Antoci: grazie al Rotary e alla Guardia di Finanza premiare questi giovani rafforza la società

Roma, 6 aprile 2018 – E’ con i giovani che si rafforza la società – commenta Giuseppe Antoci – Responsabile Nazionale Legalità del PD ed ex Presidente del Parco dei Nebrodi, intervenuto al Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma nell’ambito della premiazione degli studenti vincitori del percorso Legalità ed Etica che, quest’anno, aveva come tema “L’Illegalità Ambientale danno per la Società Civile” organizzato dalla Commissione Interdistrettuale Legalità e Cultura dell’Etica dei Distretti Italiani del Rotary.

BIBLIOTECHE, OGGI INCONTRO AL MIUR CON ESPERTI DEL SETTORE

Che ruolo hanno le biblioteche, e più nello specifico quelle scolastiche, nella nostra società oggi? Quale funzione avranno in futuro? Sono e possono essere sempre di più un luogo di accesso alla conoscenza, un sostegno all’apprendimento? Rappresentano spazi pubblici di inclusione, di aggregazione, di coesione sociale? Sono solo alcuni dei temi che sono stati dibattuti questa mattina al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dalla Ministra Valeria Fedeli, da esperti del settore e rappresentanti del mondo bibliotecario, nel corso di una conversazione sul futuro delle biblioteche scolastiche nel nostro Paese.

PIRAINO GIOVANE E SOLIDALE: PIANO SPIAGGIA UN IMPEGNO NON MANTENUTO

06/04/2018 - Il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, comunemente conosciuto come “Piano Spiaggia”, è il documento di pianificazione, che individua le modalità di utilizzo del litorale marino e ne disciplina gli usi, sia per finalità pubbliche che per iniziative connesse ad attività di tipo privatistico, regolamentate mediante rilascio di concessioni demaniali. Malgrado il pubblico impegno assunto dall’attuale Amministrazione di dotare, già dall’estate 2018, il Comune di Piraino dell’importante strumento di organizzazione e programmazione, ad oggi nessuna proposta è approdata in Consiglio Comunale così come previsto dalla normativa vigente.

SANT'AGATA MILITELLO. ITIS “E. TORRICELLI”, UNA TROUPE DI RAI-SCUOLA A LEZIONE DI COSTITUZIONE

Sant'Agata Militello, 6 aprile 2018 - L'ITIS “E. Torricelli” sta vivendo un momento di notorietà mediatica nazionale. E' in visita, infatti, una troupe della Rai per la realizzazione di uno speciale di Rai-Scuola, sul progetto/concorso “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”. Per la realizzazione dello speciale è giunto a Sant'Agata il direttore del programma Rai-Scuola, Pietro De Gennao, la regista Alessandra Peralta ed il responsabile di produzione Alessandro Greco.

Per quattro giorni, a Sant'Agata, verranno messe in scena le fasi salienti dei lavori condotti dalle professoresse Mariangela Gallo e Dominga Rando e realizzati dagli studenti dell'ITIS nel quadro della costruzione del sito internet dal titolo: “Costituzione al femminile . Uomo tu che i guardi, tu che mi giudichi”.
Le riprese della troupe della RAI oltre ad interessare l'attività didattica e creativa dell'Istituto “E. Torricelli”, si dirameranno anche in altre location del territorio e affronteranno argomenti di attualità sociale, come ad esempio la questione della parità di genere ed il femmonicidio.

Le rievocazioni delle fasi salienti del progetto toccheranno attività ricettive e istituzioni culturali e pubbliche. Oltre alla sede dell'Istituto “Torricelli”, il Castello Gallego, il lungomare, la piazza Consolo e la Questura saranno gli spazi nei quali si svolgeranno momenti creativi e attività informativa riguardo il tema centrale del progetto: l'uguaglianza tra i generi, la lotta contro ogni discriminazione ed il rifiuto di ogni forma di violenza.

47 studenti e studentesse provenienti dai diversi comuni del territorio stanno vivendo un'esperienza educativa unica, che li renderà protagonisti di un evento mediatico di portata nazionale.
Questo successo meritato avrà anche ricadute positive nel far conoscere a livello nazionale le bellezze naturali, paesaggistiche e culturali del territo

NEBROSPORT, RIPARTE LA STAGIONE FRA I BIRILLI DEL 2° SLALOM DI SALICE

Sant’Angelo di Brolo, 6 aprile 2018 – Conclusa la consueta pausa invernale, può finalmente ricominciare la stagione agonistica della scuderia Nebrosport. Il team santangiolese, per iniziare al meglio il nuovo anno, ha scelto di ripartire dalla seconda edizione dello Slalom di Salice. La competizione, organizzata dalla Top Competition con la collaborazione dell’Associazione Ufficiali di gara Zancle, prenderà il via sabato 7 e domenica 8 aprile 2018 e sarà valida come seconda prova del Campionato Regionale delle competizioni tra i birilli.
Il weekend inizierà con le verifiche sportive del sabato - dalle 15:30 alle 19:00 – per poi entrare nel vivo nella giornata di domenica, quando le vetture si sfideranno sui 2,9 chilometri di tracciato.

Per la forte scuderia Nebrosport, prenderanno lo start ben quattro portacolori.

Il primo in ordine di partenza sarà Francesco Di Stefano, che al volante di Peugeot 106 proverà a strappare una posizione d’alta classifica all’interno della classe RS1.6.
A seguire, verrà la volta della francesina Peugeot 106 di Calogero Vigenza, impegnato a difendere i colori della scuderia santangiolese in classe N-1400.
Sarà protagonista della Kermesse anche il driver Antonio Monastra, che al volante della sua Peugeot 106 darà sicura battaglia in A-1400.
A chiudere le partenze Nebrosport, ci penserà la veloce Renault R5 GT Turbo di Andrea Adamo, pronta ad aggredire le postazioni salicesi in classe S7.