SÌ AL CONSORZIO, NO ALLA “REGIONICCHIA DEI NEBRODI”

IL PUNTO DI VISTA DEGLI INDIPENDENTISTI F.N.S. SUL FUTURO DEI NEBRODI
E IL SUO PIANO STRATEGICO


FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU –SICILIA INDIPINNENTI
FRONTE NAZIONALE SICILIANO – SICILIA INDIPENDENTE
CUMITATU MISSINISI

Da tempo ‘u Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti anche per mezzo du Cumitatu Missinisi FNS si è impegnato a determinare percorsi politici, economici e sociali di senso per contornare e valorizzare la specifica realtà siciliana dei Nebrodi. Il senso della nostra posizione è contenuta anche nella posizione assunta , in tempi non sospetti, che mirava all’Istituzione del Libero Consorzio di Comuni Nebroidei. Certo va detto che occorre analizzare bene ciò che in questo lungo lasso di tempo si è venuto determinando in questo comprensorio.
Il meccanismo, i meccanismi che determinano l’agenda politica risentono, con tutta ovvietà, del modo di intendere e pianificare la realtà dei soggetti proponenti. Ad esempio, da studiare, analizzare è anche il modo in cui si è determinato il cosiddetto piano strategico dei Nebrodi. Gli Indipendentisti FNS e in particolare quelli du Cumitatu Missinisi FNS comunque non sono contrari, a priori, alla creazione di uno strumento di pianificazione territoriale sovracomunale, anzi tutt’altro.
Ciò che ci convince meno è l’idea ( tutte le idee per Noi hanno conseguenze ) che questo libero consorzio ( ipotizzabile seguendo la ratio ispiratrice della nostra Specialità Statutaria) possa essere inteso come “
Regione dei Nebrodi “. Noi pensiamo che la “Consorzizzazione” debba però sfuggire agli errori che hanno accompagnato un esperienza diversa e però per certi versi simile come quella del “Parco dei Nebrodi”. Andiamo anche oltre e diciamo che occorre proprio imparare dagli errori, dai fallimenti e anche però dalle intuizioni che stavano alla base del Parco.
Un Parco su cui a nostro avviso, anche per motivi concreti e oggettivi, si sono proiettate tante, troppe speranze e su cui pure hanno fatto sentire il loro fiato anche i Partiti e i loro gruppi di pressione. Ora occorre superare le tentazioni di fare del piano strategico dei Nebrodi una idea di “regionicchia”. Sarebbe più serio invece insistere sull’idea, non nuova ma concretamente operativa ed operabile, di creare appunto un libero consorzi di comuni siciliani dei Nebrodi che vengono oggi appellati anche come Province Regionali.
Noi diciamo che non siamo contrari a un simile progetto qualora siano garantite condizioni reali di sviluppo economico e di democrazia politica. Da tempo abbiamo detto e scritto che il nostro Partito, le sue realtà nebroidee e missinisi ritengono siano oramai maturate le condizioni politiche, sociali ed economiche perché le popolazioni dei Comuni e delle Cittadine nebroidee oggi comprese nelle Province Regionali di Messina, Catania ed Enna conquistino e conseguano una propria, peculiare fisionomia amministrativa, giuridica e politica.
Ciò che differenzia il nostro punto di vista da quello che vorrebbe creare una nuova, apocrifa “regionicchia” è che il libero consorzio comunale nebroideo a cui noi pensiamo deve essere e restare all’interno della Sicilia secondo le intuizioni e l’attuale articolazione Statutaria.
Nessuno deve e può inoltre dimenticare la centralità geografica che i NEBRODI assumono all’interno della Sicilia essendo punto d’incontro geografico, fisico ed ideale tra i Siciliani in un momento in cui molti nemici della Sicilia brigano per dividerci e parcellizzarci economicamente, culturalmente,politicamente e socialmente. Ecco quindi che il piano strategico dei Nebrodi non deve e non può bastare a se stesso, non deve essere autoreferenziale, né autarchico né tanto meno pensato in chiave A-siciliana o peggio Antisiciliana ma semmai deve calarsi in una OTTICA SICILIANA DI SISTEMA.
Pensiamo ad esempio al rispetto ampio delle continuità e sinergie tra i comprensori siciliani e anche ad una sinergia continua e coordinata contro Mafia e malaffare.
Sono queste , a nostro avviso, come già detto in passato, le coordinate irrinunciabili per parlare di un vero piano strategico dei Nebrodi. Ecco perché lo diciamo con rispetto occorre che il dibattito vada oltre e al di là di strutture paraburocratiche e interrappresentative. Su temi così importanti è nostra convinzione che occorre restituire la parola ai Cittadini dei Nebrodi e delle realtà a qualunque titolo interessate da un simile progetto. Ai già esistenti e comunque utili “ATTI POLITICI D’INDIRIZZO “ se ne devono aggiungere altri a vari livelli per sondare se reale e chiara è la volontà comunitaria e per passare poi a coinvolgere politicamente le forze parlamentari all’interno dell’ Assemblea Regionale Siciliana, il nostro Parlamento Siciliano.
Per Noi Indipendentisti du Cumitatu Missinisi FNS può essere questa l’occasione, se si opera in modo chiaro e concreto, per affrontare e risolvere i tanti GAP , esistenti ed indotti, che frenano e travolgono, l’intero comprensorio. Tutto ciò potrebbe inoltre avere anche una benefica ricaduta sull’intera terra di Sicilia . Anzi il libero consorzio nebroideo potrebbe contribuire a superare la poco funzionale parcellizzazione provinciale, voluta in una ottica CENTRALISTA, riassorbendo competenze e avendo un quadro complessivo dei bisogni va da sé che potremo affrontare il tema di una INFRASTRUTTURAZIONE che inglobi ma vada anche oltre la mera chimera dei Nebrodi quali mero“ paradiso” e inoltre impedire il processo disgregativo dell’unità politica e territoriale siciliana che si sta tentando con idee balzane come quelle della Regionicchia dello Stretto, o quella della divisione della Sicilia in due Entità Burocratiche e politiche od ora con la creazione di questa cosiddetta “Regione dei Nebrodi”.
E’ forte il sospetto che si parli di tante “regionicchie”per impedire che la Sicilia giunga ad avere finalmente il ruolo che le spetta nell’area euromediterranea di libero scambio che entrerà in funzione nel 2010.
I Nebrodi sono e dovranno restare luogo deputato al mantenimento di una cultura e di una consolidata tradizione agricola, pastorale e naturistica ma si deve e può pensare, anche, nell’ottica integrata di una economia siciliana di mercato, ai Nebrodi come punto d’incontro dei diversi tessuti sociali e produttivi siciliani.
Una realtà Siciliana, squisitamente siciliana, quella Nebroidea che pensiamo, capace di esprimersi, a pieno, anche nella difesa vocata delle sue biodiversità come nell’artigianato e finanche nella produzione industriale.
Sta a Noi favorire la creazione di un SISTEMA VIRTUOSO che interagisca e sia coordinato ad una ECONOMIA SICILIANA libera dagli anti-economicismi prodotti dall’essere stati considerati, dal 1860 in poi, COLONIA cioè mero mercato di assorbimento per le produzioni del Nord continentale. I NEBRODI possono uscire da un SOTTOSVILUPPO che è frutto di un MALOSVILUPPO in cui detto comprensorio, e tutta la Sicilia, sono stati colpevolmente tenuti.
Se questa è una EVIDENZA EMPIRICA sta a Noi adesso come Cittadini Siciliani, rivendicare il diritto a pensare e progettare, nel quadro della grande, ad oggi inattesa, speranza statutaria, la Sicilia e i Nebrodi. E’ nelle nostre mani, è nelle nostre possibilità dare voce, spazio e spessore al territorio Nebroideo. Comprensorio che necessita di soluzioni vocate e libere da ipoteche esterne di qualsivoglia tipo. Per fare ciò ripetiamo occorre ridurre gli antagonismi politici, le piccole camarille, senza certo dimenticare differenze e analisi diverse.

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