Gioiosa Marea 6 aprile 2009 - Queta volta il branco di vili che ha aggredito prima della partita Cagliari-Catania un gruppo di studenti messinesi, che avevano il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, scambiati per catanesi, si chiamano SCONVOLTS. Ebbene, vili e codardi, un solo UOMO il professore Calderone che accompagnava i suoi alunni vi ha dimostrato ciò che realmente voi siete. Venti giorni di guaribilità riconosciuti al professore è l’esatta metà del gruppo dei vili assalitori ed il triplo, il quadruplo del coraggio dell’uomo, professore Calderone. Da troppo tempo ci occupiamo della stupidità di inqualificabili soggetti ed anche recentemente, purtroppo, abbiamo riproposto lo slogan “non si può morire per una partita”. Ci facciamo promotori fin d’adesso proponendo il prof. Calderone per essere insignito di un riconoscimento al valore civile. Copia di questo post verrà inviato alle massime autorità nazionali, regionali e provinciali. Raffaele Ianniello
CALDERONE, UN PROF DA PRIMATO CONTRO IL BRANCO
Gioiosa Marea 6 aprile 2009 - Queta volta il branco di vili che ha aggredito prima della partita Cagliari-Catania un gruppo di studenti messinesi, che avevano il solo torto di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato, scambiati per catanesi, si chiamano SCONVOLTS. Ebbene, vili e codardi, un solo UOMO il professore Calderone che accompagnava i suoi alunni vi ha dimostrato ciò che realmente voi siete. Venti giorni di guaribilità riconosciuti al professore è l’esatta metà del gruppo dei vili assalitori ed il triplo, il quadruplo del coraggio dell’uomo, professore Calderone. Da troppo tempo ci occupiamo della stupidità di inqualificabili soggetti ed anche recentemente, purtroppo, abbiamo riproposto lo slogan “non si può morire per una partita”. Ci facciamo promotori fin d’adesso proponendo il prof. Calderone per essere insignito di un riconoscimento al valore civile. Copia di questo post verrà inviato alle massime autorità nazionali, regionali e provinciali. Raffaele Ianniello
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Salve, sono la moglie del Prof. Calderone,desideravo ringraziarLa per l'affetto e la solidarietà dimostrataci con il Suo articolo; fa piacere avere accanto persone come Lei in un momento in cui la brutalità e la violenza di un branco, il termine persone non credo sia nè adatto nè meritato da costoro, rischiano di annebbiarTi la mente a tal punto da farti dimenticare che son ben altri i comportamenti che caratterizzano i rapporti umani.Purtroppo i venti giorni sono decorsi e non sono stati sufficienti a mio marito per guarire, le sue condizioni fisiche sono ancora in corso di valutazione da parte dei medici.
RispondiEliminaNon credo dimenticherò mai quel 5 aprile, dire quali sentimenti si possano provare in circostanze simili è imposibile, spiegare ai propri figli perchè papà torna a casa in quelle condizioni -cercando di non trasferirgli tutta la tua apprensione, disperazione, rabbia- lo è ancora di più.I danni fisici, emotivi, psichici che questi balordi hanno causato alla mia famiglia non credo siano quantificabili, ma mio marito mi ha da sempre insegnato ad esser forte, a reagire ad ogni avversità, a non arrendermi mai e grazie alla sua forza stiamo affrontando ogni difficoltà, consapevoli che supereremo questo moment
Esimio Sig. Ianniello continuo a ringraziarLa per l’affetto e per le Sue parole, che racchiudono il più bello dei sentimenti umani: “l’umanità”.
RispondiEliminaDopo il clamore della notizia nei primi giorni, hanno già tutti dimenticato quanto è accaduto; ma non credo che ciò sia giusto, è per questo motivo che difenderò i diritti di mio marito –comune cittadino di questa Italia garantista- in ogni sede, da avvocato, quale sono, ma anche da moglie, da madre, da italiana.
Mi farò portavoce dei troppi silenzi che avvolgono vicende come quella di Cagliari; sono stanca del temporaneo scandalizzarsi dell’opinione pubblica e dell’altrettanto scandaloso non agire della stessa; lo devo a mio marito, al suo coraggio ed alla voglia di credere che il nostro Paese possa diventare migliore per i nostri figli.
Con stima e gratitudine. Gianco Martino
P.S. Spero di poterLa conoscere personalmente, non appena mio marito starà un po’ meglio, a tal fine Le indico il mio indirizzo di posta elettronica per poter mantenerci in contatto: martinogc@tao.it.