LA MOGLIE DEL PROF. CALDERONE: "NON DIMENTICHERO' MAI QUEL 5 APRILE"...

Messina, 27/04/2009 - (In relazione all'articolo di Raffaele Ianniello) - Salve, sono la moglie del Prof. Calderone,desideravo ringraziarLa per l'affetto e la solidarietà dimostrataci con il Suo articolo; fa piacere avere accanto persone come Lei in un momento in cui la brutalità e la violenza di un branco, il termine persone non credo sia nè adatto nè meritato da costoro, rischiano di annebbiarTi la mente a tal punto da farti dimenticare che son ben altri i comportamenti che caratterizzano i rapporti umani. Purtroppo i venti giorni sono decorsi e non sono stati sufficienti a mio marito per guarire, le sue condizioni fisiche sono ancora in corso di valutazione da parte dei medici. Non credo dimenticherò mai quel 5 aprile, dire quali sentimenti si possano provare in circostanze simili è imposibile, spiegare ai propri figli perchè papà torna a casa in quelle condizioni -cercando di non trasferirgli tutta la tua apprensione, disperazione, rabbia- lo è ancora di più. I danni fisici, emotivi, psichici che questi balordi hanno causato alla mia famiglia non credo siano quantificabili, ma mio marito mi ha da sempre insegnato ad esser forte, a reagire ad ogni avversità, a non arrendermi mai e grazie alla sua forza stiamo affrontando ogni difficoltà, consapevoli che supereremo questo momento. 27 aprile 2009 19.07
Articolo correlato (di Raffaele Ianniello):
CALDERONE, UN PROF DA PRIMATO CONTRO IL BRANCO

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