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GIOIOSA M.: CONVALIDATI GLI ARRESTI DEI 4 RUMENI

Il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Patti, Maria Pina Scolaro, ha convalidato gli arresti dei quattro rumeni fermati dai carabinieri per rissa, a Gioiosa Marea, la notte di domenica scorsa. In preda ai fumi dell’alcol i quattro avevano iniziato a litigare per futili motivi, ma poi uno aveva estratto un coltello, ferendo un connazionale. Sul posto intervenivano i carabinieri di Gioiosa Marea, al comando del maresciallo Fazio, in collaborazione con altri equipaggi del Comando di Patti. L’intervento coordinato dal comandante Fazio aveva portato all’arresto di: Gheorghe Damian, 33 anni, Tudor Ciobanu, 32 anni, Cristian Ciobanu, 29 anni, e Sorin Ciobanu, 26 anni. Ora il giudice Scolaro ha convalidato gli arresti domiciliari dei quattro, imponendo l'obbligo di firma: devono rispondere di rissa aggravata, lesioni e (uno di loro) di porto abusivo di armi da taglio. Questo ennesimo intervento del maresciallo Fazio e dei suoi uomini confermano l'alto livello di attenzione e di sicurezza sociale vigente a Gioiosa Marea, per la presenza di uomini come il maresciallo Fazio, competente, fornito di notevole intuito, instancabile, capace di spingersi fino all'abnegazione, come siamo in grado di testimoniare.

Contro gli schiamazzi si attiva la Procura

(31 ago '08) Per gli schiamazzi di Taormina l'autorità giudiziaria ha avviato le indagini, relativamente a luoghi e locali pubblici chiassosi, attraverso le forze dell’ordine, l’Arpa e il monitoraggio delle strade e dei locali autorizzati e non all’uso di apparecchiature amplificatrici, intrattenimento serale e notturno. Se Taormina è la ‘maglia rosa’ del turismo siciliano (seguita da varie Perle, Oasi, Coste e Paradisi) è pure giusto che guidi il tour del ‘nuovo mondo’, in cui una nuova cultura faccia da bussola al turismo che verrà. Dopo le denunce, e la maxirichiesta di risarcimento di 500.000 euro, la Procura della Repubblica si attiva, anche sulla scorta delle numerose violazioni che le forze dell'ordine hanno rilevato e segnalato (alla Procura). Si dice che i gestori di alcuni locali pubblici abbiano addirittura ingaggiato ‘piccole vedette tirreniche’ col compito di avvertire dell’eventuale avvistamento di forze dell’ordine e ‘facce sospette’ di rappresentare l’ordine e la legge, nei paraggi. Allo stesso tempo i tecnici dell' "Arpa", l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha avviato i rilievi tecnici di competenza e se Dio vuole si scenderà nel ventre di una ‘cultura’ che non esita a legittimare la tortura dei decibel (di troppo) e delle notti insonni, col conforto ‘morale’ di avere salvaguardato (?) l’economia locale e qualche dozzina di posti di lavoro: ci riferiamo a coloro che sono occupati in aziende che si servono di animazioni varie e amplificatori ad ‘alta fedeltà’. ‘Paladini’ (con cariche pubbliche) di una ‘cultura del turismo’, a nostro avviso ormai consunta o più vecchia della cucca, che nell’identificare gli schiamazzi col divertimento non dimostrano di avere scelto tra l’oasi del divertimento (appunto) e quella della tranquillità, della pace e del silenzio. Ma continuano a propagandare con queste 3 parole i loro borghi e le loro borgate.