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Consolo: chi potrà ridarmi la memoria di Gioiosa Marea?

L’ISOLA PERDUTA di VINCENZO CONSOLO
RICORDO una Sicilia come era da secoli, le sue coste ancora intatte, dove soltanto dopo la fine delle guerre corsare, finita la paura delle incursioni barbaresche - e questo avveniva nel 1830, con la conquista di Algeri da parte dei francesi - s’erano popolati villaggi, tonnare, paesini di pescatori, di contadini, spesso raccolti attorno alle antiche torri di guardia. Quelle torri dette saracene... Paesi armoniosi, anche belli. Di ognuno di questi luoghi, di ognuno di questi paesi, appassionato come sono sempre stato di storie locali, potrei raccontare origini e vicende. E niente, neanche le storie locali, nessuno più può ridarmi la memoria del promontorio di Tindari... Nessuno più può ridarmi la piana di agrumi di Capo d'Orlando, il villaggio di pescatori di San Gregorio, la spiaggia di Calanovella, di Torre del Lauro o di Gioiosa Marea... Perché la vecchia, abietta Sicilia non muore mai. Vergogna! Per loro queste parole di Eschilo, di cui certamente non hanno mai sentito pronunciare il nome: Quale erba cresciuta / nel veleno, quale acqua / sgorgata dal fondo del mare / hai ingoiato... (da “La Repubblica” 3 novembre 2000)
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Contro gli schiamazzi si attiva la Procura

(31 ago '08) Per gli schiamazzi di Taormina l'autorità giudiziaria ha avviato le indagini, relativamente a luoghi e locali pubblici chiassosi, attraverso le forze dell’ordine, l’Arpa e il monitoraggio delle strade e dei locali autorizzati e non all’uso di apparecchiature amplificatrici, intrattenimento serale e notturno. Se Taormina è la ‘maglia rosa’ del turismo siciliano (seguita da varie Perle, Oasi, Coste e Paradisi) è pure giusto che guidi il tour del ‘nuovo mondo’, in cui una nuova cultura faccia da bussola al turismo che verrà. Dopo le denunce, e la maxirichiesta di risarcimento di 500.000 euro, la Procura della Repubblica si attiva, anche sulla scorta delle numerose violazioni che le forze dell'ordine hanno rilevato e segnalato (alla Procura). Si dice che i gestori di alcuni locali pubblici abbiano addirittura ingaggiato ‘piccole vedette tirreniche’ col compito di avvertire dell’eventuale avvistamento di forze dell’ordine e ‘facce sospette’ di rappresentare l’ordine e la legge, nei paraggi. Allo stesso tempo i tecnici dell' "Arpa", l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha avviato i rilievi tecnici di competenza e se Dio vuole si scenderà nel ventre di una ‘cultura’ che non esita a legittimare la tortura dei decibel (di troppo) e delle notti insonni, col conforto ‘morale’ di avere salvaguardato (?) l’economia locale e qualche dozzina di posti di lavoro: ci riferiamo a coloro che sono occupati in aziende che si servono di animazioni varie e amplificatori ad ‘alta fedeltà’. ‘Paladini’ (con cariche pubbliche) di una ‘cultura del turismo’, a nostro avviso ormai consunta o più vecchia della cucca, che nell’identificare gli schiamazzi col divertimento non dimostrano di avere scelto tra l’oasi del divertimento (appunto) e quella della tranquillità, della pace e del silenzio. Ma continuano a propagandare con queste 3 parole i loro borghi e le loro borgate.